I dati restano separati
L’assistente doveva girare su un server dedicato solo a loro. Memoria, documenti e storico delle conversazioni compresi.
Proteggono l’informatica di altre aziende, quindi ai propri strumenti chiedono gli standard più severi. Ecco cosa ci hanno chiesto, cosa abbiamo costruito e come ci siamo arrivati.
Un fornitore di servizi IT gestiti e di sicurezza informatica con sede alle Hawaii. Per i propri clienti gestiscono infrastruttura, dispositivi, assistenza e conformità alle normative di sicurezza.
Il loro lavoro quotidiano è distribuito su molte piattaforme: la gestione di ticket e contratti, Microsoft 365, i sistemi di monitoraggio della sicurezza, gli strumenti di conformità. Ogni risposta, ogni report, ogni verifica richiede di mettere insieme pezzi che vivono in posti diversi.
Un’azienda che vende sicurezza non può usare uno strumento che non supererebbe i propri controlli. I requisiti erano questi:
L’assistente doveva girare su un server dedicato solo a loro. Memoria, documenti e storico delle conversazioni compresi.
Accesso con l’account Microsoft aziendale, autenticazione a due fattori, VPN, registro di ogni azione e un test di penetrazione prima del via.
Il personale si collega da Windows 11 con un installer, senza aprire un terminale né digitare un comando.
Non un’altra finestra da tenere aperta: l’assistente doveva leggere e usare le piattaforme che il team già usa.
Nessun salto nel buio: hanno provato il sistema sui propri strumenti prima di investire nella versione definitiva. Il resto è stato diviso in quattro fasi, ognuna con il suo collaudo.
Un primo sistema funzionante su un server dedicato, collegato agli strumenti principali, per provarlo sul lavoro vero prima di decidere.
Accesso con l’account Microsoft aziendale, autenticazione a due fattori, VPN per il personale e certificato di sicurezza.
Nuovi collegamenti, permessi per singolo strumento, tracciamento completo e limiti di utilizzo per gruppo.
Memoria per persona messa in sicurezza, credenziali fuori dal server, controllo di ogni libreria installata, approvazioni sulle azioni che modificano dati.
Pagina impostazioni per ogni utente, report direzionali, revisione di sicurezza e test di penetrazione, collaudo finale.
Il team fa le domande in chat e Company Brain risponde usando le piattaforme collegate: lo stato di un cliente, i ticket aperti, la situazione della sicurezza. Il riepilogo direzionale su sicurezza e servizio si genera dai dati reali invece di essere composto a mano, e ogni passaggio resta tracciato.
Tutto gira su un server dedicato solo a loro, con i permessi che hanno deciso loro. Aggiornamenti, sicurezza e assistenza li gestiamo noi.
Non serve essere un’azienda di cybersecurity: Company Brain si collega a Drive, cartelle condivise, email e riunioni, e risponde al tuo team citando la fonte. Da 5.000 € di avvio + 1.000 € al mese, con garanzia di 60 giorni.
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